Nei suoi 10 anni di attività la Cancelleria ha giocato centinaia di partite, alcune belle, altre brutte, molte uscendo dal campo sconfitta, poche con la soddisfazione nel cuore, tante partite anonime, tante partite perse per un solo goal. Nella sua storia, un po' come succede in tutte le storie, le partite belle, quelle che si ricordano, quelle che rimangono indelebili nella mente e negli occhi di chi le ha vissute sono cinque o sei: le altre fanno solo volume...
Ecco, la partita di ieri sera fa parte di una di quelle 5 o 6 che spiccano negli annali.
Negli spogliatoi si sono sentiti slogan dal tono postmondiale, una voce urlava "abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene", un altra "Andate a prenderli, ma fate un po' di posto nella valigia, vi portano le scarpe nove di Gigi!"
C'era euforia stasera. Gli sguardi increduli dei protagoisti che non si rendono ancora conto, il Mariancha che ormai si autoproclama pallone d'oro. Tutto molto bello.
Ma veniamo alla cruda cronaca:
La Cancelleria si presenta per questo incontro di coppa con solo cinque uomini: Giunto, Tana, Mariacha, Meo e per l'occasione, dotato di scarpe nuove, Gigi.
La partita si preannuncia ostica: i ragazzi devono rinunciare ad una guida tecnica dalla pachina, non hanno cambi a disposizione e non hanno ancora recuperato dalla stachezza della partita di due giorni fa. Anche gli avversari sono cinque contati, ma sono più allenati, corrono il doppio delle favecerchiate, e hanno un paio di elementi dotati di buona tecnica. Inizio lento fraseggi a centro campo e pochi tiri. Purtroppo la Cancelleria va sotto prima di uno, poi di due e infine di tre goal durante il primo tempo. Gli avversari, diciamo la verità, hanno più culo che anima, vincono rimpalli e tutte le volte che c'è un contrasto la palla schizza via e carambola sui loro piedi. Il Giunto è una bua come sempre e quindi fine primo tempo Cancelleria sotto per 3 a 0. Il Mariancha decide di dare la carica durate l'intervallo ricordando che anche nella partita precedente alla fine del primo tempo le favecerchiate perdevano di 3 goal e poi hanno recuperato.
Il secondo tempo parte con i migliori propositi, ma due rintrugoli nella nostra aria fanno si che il distacco, dopo 8 minuti del secondo tempo sia di 5 goal.
La partita sembra non avere più storia. La Cancelleria sembra ormai propenza a limitare il più possibile i danni. Ma il fato non aveva fatto i conti col Mariancha. Il figlio del vento, decide di cambiarsi di posto con Gigi e suggerisce di usare lo schema a zonzo abbandonando il classico 3-1. Con questa mossa a sorpresa l'equilibrio del mondo viene alterato. La Cancelleria inizia a far girare palla, il Fontana inquadra quali sono i giocatori avversari che si meritano due pedatine date bene e la squadra inizia a farsi pericolosa. Mariancha tira ed è goal. Gigi colpisce ciabattando dal limite ed è goal. Il Fontana si libera centralmente ed è ancora goal. La squadra inizia a crederci, ma il tempo è poco. Ancora Mariacha ed è il 5 a 4. Gli avversari ormai sono nervosi, brontolano e sbagliano avvantaggiando la compagine verdegiallorossa. Il Mariancha ormai è padrone della fascia, inquadra il sette e lascia partire un missile. 5 a 5! Miracolo. La partita sembra ormai destinata al pareggio. Ma la storia aveva previsto un altro finale: Meo batte un calcio d'angolo, il Giunto urla dalla porta "passala dietro a Gigi, è solo!". Il Meo esegue. Gigi con calma, stoppa il pallone, alza la testa, si vede passare tutta la sua vita davanti, gli si chiudono gli occhi e la vena del cervello. La punta del piede destro colpisce la palla. Un missile. Silenzio. Il portiere si volta giusto per raccogliere la palla i fondo alla rete. Goal! Incredibile! Risultato finale 6 a 5 per la Cancelleria! Il resto è storia.
Le pagelle sono inutili: la squadra è da 10.
Lode al pallone d'oro Mariacha che con la sua tripletta ha incantato il pubblico pagante. Lode a Gigi e alle sue nuove scarpe che hanno fatto la differenza. Lode al Fontana, istancabile in su e giù per tutto il campo. Lode al Giunto, che prenderà si dei goal assurdi, ma ne para altrettanti. Lode al Meo, stasera più in ombra, affaticato dal doppio impegno di coppa ma sempre presente in campo quando c'è da lottare. Lode a Valentina che non si è persa questa epica impresa. Lode a Gregorio che non è venuto a giocare ma un giretto sul finale, in tempo per assistere alla rimonta, lo ha fatto. Lode al cuore verdegiallorosso della Cancelleria.
Ora aspettiamo l'oracolo di Santo Pietro, che dopo questa prestazione ha promesso di tornare a deliziarci.